Anonimo Viaggiatore/ Ottobre 7, 2019/ Pensieri, Tabata/ 0 comments

A 33 anni ti rendi conto improvvisamente che non sei più una bambina e neanche una ragazza. Sei una donna a tutti gli effetti, con le responsabilità e i cambiamenti che l’età adulta comporta.
Puoi ripensare al passato, più o meno lontano, ma puoi avere ancora uno sguardo al futuro, progettando e fantasticando sulla tua vita.
In questo “mezzo del cammin di nostra vita” sei finalmente consapevole di ciò che vuoi e di quello che non desideri più.
Puoi finalmente non commettere più gli stessi errori: relazionali, lavorativi, amicali e iniziare a costruirti un mondo differente, fatto di cose e persone che ti fanno stare bene.
Ti infuochi ancora, davanti alle ingiustizie o ad una situazione scomoda, ma ad intervalli riesci anche a lasciare andare, fare in modo che tutto scorra in maniera naturale.
Sei stufa di giustificarti per dimostrare chi sei realmente, sei stanca di perdere tempo con persone od eventi che ti fanno soffrire e rimuginare, inizi invece ad evolverti.
A un certo punto comprendi che il tempo è troppo breve per farti venire la gastrite o lasciarti scappare le occasioni.
Allora agisci, inizi a crearti un nuovo obiettivo e un nuovo futuro. Cominci a ponderare strade diverse da percorrere, perché il cambiamento ti fa stare bene e ti permette di salire a un livello superiore, quello della consapevolezza.
Con il sorriso sulle labbra, con la forza di un leone e la saggezza di quel primo trentennio vissuto, affronti il tuo avvenire.
Evoluzione è la parola d’ordine.

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